AMGTA pubblica il primo documento di ricerca sulla sostenibilità nella manifattura additiva

Una revisione sistematica mette in evidenza l’importanza dell’utilizzo finale dei componenti e il bisogno di più iniziative di ricerca

HOLLYWOOD, Florida--()--Additive Manufacturer Green Trade Association (AMGTA), associazione di categoria internazionale creata per promuovere i benefici ambientali derivati dalla manifattura additiva (additive manufacturing, AM), ha annunciato oggi la pubblicazione del suo primo progetto di ricerca commissionato da un’università consistente in una revisione sistematica basata sulla letteratura dei benefici ambientali associati alla manifattura additiva. Il documento, intitolato “Stato delle conoscenze sugli impatti esercitati dalla manifattura additiva di metalli sull’ambiente” (State of Knowledge on the Environmental Impacts of Metal Additive Manufacturing), è stato redatto dal dottor Jeremy Faludi della Delft University of Technology e da Corrie Van Sice del Dartmouth College.

Secondo gli autori, la relazione “costituisce una sintesi della letteratura accademica esistente che valuta gli impatti ambientali della manifattura additiva di metalli rispetto ai metodi di manifattura tradizionali e mette in contesto gli impatti dei metalli e dei metodi di lavorazione comuni riportati in una banca dati dei materiali”. L’obiettivo consiste “nel condensare le attuali conoscenze e identificare le aree in cui le informazioni sono carenti, poco chiare e urgenti”. Le aziende aderenti ad AMGTA, altri operatori del settore e il pubblico in generale possono accedere alla versione integrale del documento dal sito web di AMGTA all’indirizzo: https://www.amgta.org/resources/.

Nella relazione si rileva, tra le altre questioni salienti, che “la manifattura additiva è associata di norma a impronte di carbonio per chilogrammo di materiale lavorato molto più elevate rispetto alla manifattura tradizionale (conventional manufacturing, CM) se si considera il processo di manifattura diretta di per sé”, ma “gli impatti dipendono in larga misura dalle caratteristiche geometriche delle parti; la realizzazione di un cubo solido comporta un impatto nettamente inferiore se avviene per mezzo della lavorazione meccanica, mentre l’impiego della manifattura additiva può ridurre l’impatto associato alla realizzazione di un guscio cavo o di un reticolo”. La relazione evidenzia inoltre il bisogno di ulteriori studi per la valutazione del ciclo di vita (life cycle assessment, LCA) per quantificare gli impatti ambientali: “Sono necessari altri studi LCA per poter eseguire un raffronto valido tra la manifattura tradizionale e la manifattura additiva di metalli; sopratutto per poter effettuare dei raffronti diretti tra la manifattura additiva e la lavorazione meccanica e, in particolar modo per quanto concerne le tecnologie di spruzzatura a getto di leganti e di deposito a energia diretta (direct energy deposition, DED).

Il testo originale del presente annuncio, redatto nella lingua di partenza, è la versione ufficiale che fa fede. Le traduzioni sono offerte unicamente per comodità del lettore e devono rinviare al testo in lingua originale, che è l'unico giuridicamente valido.

Contacts

Sherry Handel
+1 954.308.0888
www.amgta.org

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