La Commissione europea approva la riconciliazione delle indicazioni per nivolumab nel quadro della domanda di autorizzazione all’immissione in commercio in Europa di Opdivo®

Un innovativo approccio normativo ha reso possibile la valutazione contemporanea di nivolumab per due indicazioni, velocizzando la disponibilità del farmaco per i pazienti

PRINCETON, NJ--()--Bristol-Myers Squibb Company (NYSE: BMY) ha oggi annunciato che la Commissione europea (CE) ha approvato la riconciliazione delle indicazioni relative a nivolumab nel quadro della richiesta di ottenimento dell’AIC (Autorizzazione all’Immissione in Commercio) in Europa per Opdivo. In precedenza, in conformità con le normative della Commissione europea, Bristol-Myers Squibb aveva presentato all’Agenzia europea per i medicinali (EMA) due diverse domande: la prima denominata Opdivo, per il trattamento del melanoma non resecabile o metastatico negli adulti, e la seconda denominata Nivolumab BMS, per il trattamento del tumore polmonare non a piccole cellule (NSCLC) squamoso (SQ) localmente avanzato o metastatico dopo chemioterapia. In seguito è stata presentata una richiesta di riconciliazione delle due indicazioni con il marchio Opdivo.

A seguito dell’approvazione di entrambe le indicazioni concessa dalla CE nei primi mesi di quest’anno, la Società sta volontariamente ritirando l’autorizzazione all’immissione in commercio relativa al marchio Nivolumab BMS. Questa operazione non ha conseguenze per i pazienti affetti da tumore polmonare non a piccole cellule squamoso che assumono nivolumab, perché Opdivo è ora approvato anche per il trattamento di questo tumore, oltre che per il melanoma.

Mathias Hukkelhoven, Ph.D., vicepresidente senior e responsabile della divisione per le normative, la sicurezza e la biometria di Bristol-Myers Squibb, ha commentato: “Per velocizzare il più possibile la disponibilità di Opdivo per i pazienti e i professionisti del settore sanitario, Bristol-Myers Squibb ha collaborato con le autorità sanitarie europee utilizzando un innovativo approccio normativo, criticamente incentrato sulla velocità per i pazienti affetti da entrambe le patologie. Per la valutazione in parallelo abbiamo presentato due diverse autorizzazioni all’immissione in commercio, per le indicazioni relative al melanoma avanzato e al tumore polmonare non a piccole cellule. Poiché la Commissione europea ha concesso l’approvazione sia per Opdivo che per Nivolumab BMS, abbiamo riconciliato queste indicazioni sotto il nome Opdivo”.

Pur con nomi differenti, Nivolumab BMS e Opdivo rappresentano lo stesso agente immuno-oncologico approvato con il medesimo schema posologico. Nivolumab BMS attualmente è commercializzato in alcuni paesi dell’Unione europea. I pazienti affetti da NSCLC squamoso trattati con Nivolumab BMS passeranno automaticamente a Opdivo quando Nivolumab BMS non sarà più disponibile nel loro paese. I pazienti o i professionisti del settore sanitario che desiderano ricevere ulteriori informazioni sul ritiro o la riconciliazione possono rivolgersi a Bristol-Myers Squibb Medical Information.

Informazioni su Opdivo

Bristol-Myers Squibb ha organizzato un ampio programma globale di sviluppo per lo studio su diversi tipi di tumori di Opdivo, che comprende oltre 50 studi clinici e per la valutazione del ritrovato come monoterapia o in combinazione con altre terapie, con l’arruolamento di oltre 8.000 pazienti in tutto il mondo. Nel mese di luglio 2014 Opdivo è stato il primo inibitore del checkpoint PD-1 a ricevere l’approvazione di legge a livello mondiale, ed è ora approvato in 40 paesi inclusi Stati Uniti, Giappone e Unione europea.

INFORMAZIONI IMPORTANTI PER LA SICUREZZA

ATTENZIONE: REAZIONI AVVERSE IMMUNO-CORRELATE

YERVOY può causare reazioni avverse immuno-correlate gravi e mortali. Queste reazioni immuno-correlate possono interessare qualsiasi organo; tuttavia, le reazioni avverse immuno-correlate gravi più comuni sono enterocolite, epatite, dermatite (inclusa necrolisi epidermica tossica), neuropatia ed endocrinopatia. La maggior parte di queste reazioni immuno-correlate si manifesta agli inizi del trattamento, ma in un numero limitato di casi si sono verificate settimane o mesi dopo l'interruzione di YERVOY.

Valutare i pazienti per individuare segni e sintomi di enterocolite, dermatite, neuropatia e endocrinopatia e valutarne le analisi chimico-cliniche, come i test di funzionalità epatica (LFT), il livello dell’ormone adrenocorticotropo (ACTH) e i test di funzionalità tiroidea, al basale e prima di ogni dose.

In caso di reazioni immuno-correlate gravi sospendere permanentemente YERVOY e iniziare una somministrazione sistemica di corticosteroidi ad alto dosaggio.

Polmonite immuno-correlata

Durante il trattamento con OPDIVO sono state rilevate polmoniti immuno-correlate o malattie polmonari interstiziali gravi, tra cui casi con esito fatale. Nel corso degli studi clinici sui tumori solidi si sono verificati casi fatali di polmonite immuno-correlata durante il trattamento con OPDIVO. Nello studio clinico Checkmate 069, inoltre, 6 pazienti sono deceduti senza la risoluzione dei risultati respiratori anomali. Monitorare i pazienti tramite radiografie per rilevare eventuali segni e sintomi di polmonite. Somministrare corticosteroidi in caso di polmonite di grado 2 o superiori. Interrompere definitivamente in caso di polmoniti di grado 3 o 4 e sospendere fino a guarigione per polmoniti di grado 2. In Checkmate 037 si sono verificati dei casi di polmonite, incluse le malattie polmonari interstiziali, nel 3,4% (9/268) dei pazienti sottoposti a terapia con OPDIVO e in nessuno dei 102 pazienti sottoposti a chemioterapia. I casi di polmonite immuno-correlata si sono verificati nel 2,2% (6/268) dei pazienti sottoposti a terapia con OPDIVO: grado 3 (n=1) e grado 2 (n=5). In Checkmate 057 i casi di polmoniti immuno-correlate, incluse le malattie polmonari interstiziali, si sono verificati nel 3,4% (10/287) dei pazienti: grado 3 (n=5), grado 2 (n=2) e grado 1 (n=3). In Checkmate 025 i casi di polmonite, incluse le malattie polmonari interstiziali, si sono verificati nel 5,2% (21/406) dei pazienti sottoposti a trattamento con OPDIVO e nel 18,4% (73/397) dei pazienti sottoposti a trattamento con everolimus. I casi di polmonite immuno-correlata si sono verificati nel 4,4% (18/406) dei pazienti sottoposti a trattamento con OPDIVO: Grado 4 (n=1), Grado 3 (n=4), Grado 2 (n=12) e Grado 1 (n=1). In Checkmate 069 i casi di polmonite, incluse le malattie polmonari interstiziali, si sono verificati nel 10% (9/94) dei pazienti sottoposti a trattamento con OPDIVO in combinazione con YERVOY e nel 2,2% (1/46) dei pazienti sottoposti a trattamento con YERVOY. I casi di polmonite immuno-correlata si sono verificati nel 6% (6/94) dei pazienti sottoposti a trattamento con OPDIVO in combinazione con YERVOY: grado 5 (n=1), grado 3 (n=2) e grado 2 (n=3).

Colite immuno-correlata

Durante il trattamento con OPDIVO possono verificarsi casi di diarrea o colite grave. I pazienti devono essere monitorati per segni e sintomi di colite. Somministrare corticosteroidi per coliti di grado 2 (con durata di oltre 5 giorni), 3 o 4. Come agente singolo, sospendere OPDIVO in caso di colite di grado 2 o 3 e interrompere permanentemente in caso di colite di grado 4 o di colite ricorrente alla ripresa della terapia con OPDIVO. In combinazione con YERVOY, sospendere OPDIVO per coliti di grado 2 e interrompere permanentemente per coliti di grado 3 o 4 oppure in caso di colite ricorrente alla ripresa della terapia con OPDIVO. In Checkmate 037 i casi di diarrea o di colite si sono verificati nel 21% (57/268) dei pazienti trattati con OPDIVO e nel 18% (18/102) dei pazienti sottoposti a chemioterapia. I casi di colite immuno-correlata si sono verificati nel 2,2% (6/268) dei pazienti trattati con OPDIVO; grado 3 (n=5) e grado 2 (n=1). In Checkmate 057 i casi di diarrea o di colite si sono verificati nel 17% (50/287) dei pazienti trattati con OPDIVO. I casi di colite immuno-correlata si sono verificati nel 2,4% (7/287) dei pazienti: grado 3 (n=3), grado 2 (n=2) e grado 1 (n=2). In Checkmate 025 i casi di diarrea o di colite si sono verificati nel 25% (100/406) dei pazienti trattati con OPDIVO e nel 32% (126/397) dei pazienti trattati con everolimus. I casi di diarrea o di colite immuno-correlata si sono verificati nel 3,2% (13/406) dei pazienti trattati con OPDIVO: grado 3 (n=5), grado 2 (n=7) e grado 1 (n=1). In Checkmate 069 i casi di diarrea o di colite si sono verificati nel 57% (54/94) dei pazienti trattati con OPDIVO in combinazione con YERVOY e nel 46% (21/46) dei pazienti trattati con YERVOY. I casi di colite immuno-correlata si sono verificati nel 33% (31/94) dei pazienti trattati con OPDIVO in combinazione con YERVOY: grado 4 (n=1), grado 3 (n=16), grado 2 (n=9) e grado 1 (n=5).

In uno studio distinto di fase 3 su YERVOY 3 mg/kg, i casi di enterocolite immuno-correlati gravi, potenzialmente mortali o fatali (diarrea di ≥7 feci sopra il basale, febbre, ileo, segni peritoneali; grado 3-5) si sono verificati in 34 (7%) pazienti. Tra tutti i pazienti trattati con YERVOY in questo studio (n=511), 5 (1%) hanno sviluppato una perforazione intestinale, 4 (0,8%) sono deceduti a causa di complicazioni e 26 (5%) sono stati ricoverati per enterocolite grave.

Epatite immuno-correlata

Il trattamento con OPIDVO può causare epatite immuno-correlata. I pazienti devono essere monitorati per rilevare anomalie del fegato prima e durante il trattamento, a intervalli periodici. Somministrare corticosteroidi in caso di aumento della transaminasi elevati, di grado 2 o superiori. Sospendere in caso di epatite immuno-correlata di grado 2 e interrompere permanentemente in caso di epatite immuno-correlata di grado 3 o 4. In Checkmate 037 si è verificata una maggior incidenza di anomalie del fegato nel gruppo trattato con OPDIVO rispetto al gruppo sottoposto a chemioterapia, con incrementi di AST (28% vs 12%), fosfatasi alcalina (22% vs 13%), ALT (16% vs 5%) e bilirubina totale (9% vs 0). I casi di epatite immuno-correlata si sono verificati nell’1,1% (3/268) dei pazienti trattati con OPDIVO; grado 3 (n=2) e grado 2 (n=1). In Checkmate 057 un paziente (0,3%) ha sviluppato epatite immuno-correlata . In Checkmate 025 si è verificata un’incidenza superiore delle anomalie del fegato rispetto al basale relativamente a AST (33% vs 39%), fosfatasi alcalina (32% vs 32%), ALT (22% vs 31%) e bilirubina totale (9% vs 3%) nei gruppi trattati rispettivamente con OPDIVO e in quelli trattati con everolimus. I casi di epatite immuno-correlata che hanno richiesto trattamenti di immuno-soppressione sistemica si sono verificati nell’1,5% (6/406) dei pazienti trattati con OPDIVO: grado 3 (n=5) e grado 2 (n=1). In Checkmate 069 l’epatite immuno-correlata si è verificata in 15% (14/94) dei pazienti trattati con OPDIVO in combinazione con YERVOY: grado 4 (n=3), grado 3 (n=9) e grado 2 (n=2).

In uno studio separato di fase 3 su YERVOY 3 mg/kg, i casi di epatotossicità gravi, potenzialmente mortali o fatali (livelli di AST o di ALT >5x rispetto ai valori normali o livelli di bilirubina totale >3x rispetto ai valori normali; grado 3-5) si sono verificati in 8 (2%) pazienti, con insufficienza epatica mortale nello 0,2% dei casi e ricovero nello 0,4% dei casi.

Dermatite immuno-correlata

In uno studio distinto di fase 3 su YERVOY 3 mg/kg si sono verificati casi di dermatite immuno-correlata gravi, potenzialmente mortali o fatali (ad es., sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica o rash complicati da ulcere cutanee a tutto spessore o manifestazioni necrotiche, bollose o emorragiche; grado 3-5) in 13 (2,5%) pazienti. Un (0.2%) paziente è deceduto a seguito della necrolisi epidermica tossica, mentre un altro paziente è stato ricoverato per dermatite grave.

Neuropatia immuno-correlata

In uno studio distinto di fase 3 su YERVOY 3 mg/kg sono stati riferiti un caso fatale di sindrome di Guillain-Barré e un caso di neuropatia motoria periferica grave (grado 3).

Endocrinopatia immuno-correlata

Il trattamento con OPDIVO può causare ipofisite, insufficienza surrenale, disturbi alla tiroide e diabete mellito di tipo I. È necessario monitorare segni e sintomi di ipofisite e di insufficienza surrenale nel corso del trattamento e alla fine, oltre alla funzionalità della tiroide prima e durante il trattamento, e l’iperglicemia. Somministrare corticosteroidi per ipofisite di grado 2 o superiore. Sospendere in caso di ipofisite di grado 2 o 3 e interrompere permanentemente in caso di ipofisite di grado 4. Somministrare corticosteroidi in caso di insufficienza surrenale di grado 3 o 4. Sospendere in caso di insufficienza surrenale di grado 2 e interrompere permanentemente in caso di insufficienza surrenale di grado 3 o 4. Somministrare una terapia ormonale sostitutiva in caso di ipotiroidismo. Avviare il controllo medico dell’ipertiroidismo. Somministrare insulina in caso di diabete di tipo I. Sospendere OPDIVO in caso di iperglicemia di grado 3 e interrompere permanentemente la somministrazione in caso di iperglicemia di grado 4.

In Checkmate 025 l’ipofisite si è verificata nello 0,5% (2/406) dei pazienti trattati con OPDIVO: grado 3 (n=1) e grado 1 (n=1). In Checkmate 069 i casi di ipofisite si sono verificati nel 13% (12/94) dei pazienti trattati con OPDIVO in combinazione con YERVOY: grado 3 (n=2) e grado 2 (n=10). In Checkmate 037 e 057 (n=555) i casi di insufficienza surrenale si sono verificati nell’1% dei pazienti trattati con OPDIVO. In Checkmate 025 i casi di insufficienza surrenale si sono verificati nel 2% (8/406) dei pazienti trattati con OPDIVO: grado 3 (n=3), grado 2 (n=4) e grado 1 (n=1). In Checkmate 069 i casi di insufficienza surrenale si sono verificati nel 9% (8/94) dei pazienti trattati con OPDIVO in combinazione con YERVOY: grado 3 (n=3), grado 2 (n=4) e grado 1 (n=1). In Checkmate 037 i casi di ipotiroidismo di grado 1 o 2 si sono verificati nell’8% (21/268) dei pazienti trattati con OPDIVO e in nessuno dei 102 pazienti sottoposti a trattamento chemioterapico. I casi di ipertiroidismo di grado 1 o 2 si sono verificati nel 3% (8/268) dei pazienti trattati con OPDIVO e nell’1% (1/102) dei pazienti trattati con chemioterapia. In Checkmate 057 i casi di ipotiroidismo di grado 1 o 2, inclusa la tiroidite, si sono verificati nel 7% (20/287) dei pazienti e livelli elevati di TSH sono stati riscontrati nel 17% dei pazienti trattati con OPDIVO. I casi di ipertiroidismo di grado 1 o 2 si sono verificati nell’1,4% (4/287) dei pazienti. In Checkmate 025 i casi di malfunzionamenti della tiroide si sono verificati in 43/406 (10,6%) dei pazienti trattati con OPDIVO, incluso un evento di grado 3, e in 12/397 (3,0%) pazienti trattati con everolimus. I casi di ipotiroidismo/tiroidite si sono verificati nell’8,1% (33/406) dei pazienti trattati con OPDIVO: grado 3 (n=2), grado 2 (n=17) e grado 1 (n=14). L’ipertiroidismo si è verificato nel 2,5% (10/406) dei pazienti trattati con OPDIVO: grado 2 (n=5) e grado 1 (n=5). In Checkmate 069 i casi di ipotiroidismo si sono verificati nel 19% (18/94) dei pazienti trattati con OPDIVO in combinazione con YERVOY. Tutti gli episodi erano di grado 1 o 2, a eccezione di un paziente colpito da tiroidite autoimmune di grado 3. I casi di ipertiroidismo di grado 1 si sono verificati nel 2,1% (2/94) dei pazienti trattati con OPDIVO in combinazione con YERVOY. In Checkmate 025 gli eventi avversi legati all’iperglicemia si sono verificati in 37/406 (9%) pazienti. I casi di diabete mellito o di chetoacidosi diabetica si sono verificati nell’1% (6/406) dei pazienti trattati con OPDIVO: grado 3 (n=3), grado 2 (n=2) e grado 1 (n=1).

In uno studio separato di fase 3 su YERVOY 3 mg/kg, i casi di endocrinopatia immuno-correlata da gravi a potenzialmente mortali (che hanno richiesto ricoveri ospedalieri, interventi medici urgenti o che hanno interferito con le attività quotidiane; grado 3-4) si sono verificati in 9 (1,8%) pazienti. Tutti e 9 i pazienti sono stati colpiti da ipopituitarismo, e alcuni hanno mostrato ulteriori endocrinopatie concomitanti come insufficienza surrenale, ipogonadismo e ipotiroidismo. 6 dei 9 pazienti sono stati ricoverati per endocrinopatie gravi.

Nefrite e disfunzione renale immuno-correlate

Durante il trattamento con OPDIVO possono verificarsi casi di nefrite immuno-correlata. Monitorare i pazienti per controllare livelli elevati di creatinina nel siero prima e durante il trattamento, a intervalli regolari. In caso di livelli aumentati di creatinina nel siero di grado 2 o 3 sospendere il trattamento e somministrare corticosteroidi; in caso di peggioramento, o se non si riscontrano miglioramenti, interrompere permanentemente. Somministrare corticosteroidi per livelli di grado 4 di creatinina nel siero e interrompere permanentemente. In Checkmate 037 si è verificata un’incidenza aumentata di creatinina elevata nel gruppo trattato con OPDIVO rispetto a quello sottoposto a chemioterapia (13% vs 9%). I casi di Nefrite immuno-correlata o di insufficienza renale si sono verificati nello 0,7% (2/268) dei pazienti. In Checkmate 057 l’insufficienza renale immuno-correlata di grado 2 si è verificata nello 0,3% (1/287) dei pazienti trattati con OPDIVO. In Checkmate 025 l’insufficienza renale si è verificata nel 6,6% (27/406) dei pazienti trattati con OPDIVO e 3,0% (12/397) dei pazienti trattati con everolimus. I casi di nefrite immuno-correlata e di insufficienza renale si sono verificati nel 3,2% (13/406) dei pazienti trattati con OPDIVO: grado 5 (n=1), grado 4 (n=1), grado 3 (n=5) e grado 2 (n=6). In Checkmate 069 i casi di nefrite immuno-correlata e di insufficienza renale di grado 2 o superiori si sono verificati nel 2,1% (2/94) dei pazienti. Un paziente è moto senza la risoluzione dell’insufficienza renale.

Rash immuno-correlato

Nel corso del trattamento con OPDIVO si possono verificare casi di rash immuno-correlato. I casi di rash di grave entità (inclusi rari casi di necrolisi tossica epidermica) si sono verificati nel corso del programma di studi clinici su OPDIVO. È necessario monitorare il verificarsi di rash nei pazienti. Somministrare corticosteroidi per rash di grado 3 o 4. Sospendere in caso di rash di grado 3 e interrompere permanentemente in caso di rash di grado 4. In Checkmate 037 (n=268) l’incidenza dei casi di rash è stata del 21%, mentre l’incidenza dei casi di rash di grado 3 o 4 è stata dello 0,4%. In Checkmate 057 i casi di rash immuno-correlato si sono verificati nel 6% (17/287) dei pazienti trattati con OPDIVO, inclusi 4 casi di grado 3. In Checkmate 025 i casi di rash si sono verificati nel 28% (112/406) dei pazienti trattati con OPDIVO e nel 36% (143/397) di quelli trattati con everolimus. I casi di rash immuno-correlato, definito come rash trattato con corticosteroidi sistemici o topici, si sono verificati nel 7,4% (30/406) dei pazienti trattati con OPDIVO: grado 3 (n=4), grado 2 (n=7) e grado 1 (n=19). In Checkmate 069 i casi di rash immuno-correlati si sono verificati nel 37% (35/94) dei pazienti trattati con OPDIVO in combinazione con YERVOY: grado 3 (n=6), grado 2 (n=10) e grado 1 (n=19).

Encefalite immuno-correlata

A seguito del trattamento con OPDIVO si possono verificare casi di encefalite immuno-correlata. Sospendere OPDIVO nei pazienti con segni o sintomi neurologici di nuova insorgenza da moderati a severi e valutare se escludere altre cause. In caso di esclusione di altre eziologie, somministrare corticosteroidi e interrompere permanentemente OPDIVO a causa di encefalite immuno-correlata. Nel corso di studi clinici effettuati su 8.490 pazienti che hanno ricevuto OPDIVO come unico agente o in combinazione con YERVOY, in <1% dei pazienti sono stati riscontrati casi di encefalite. In Checkmate 057 si è verificato un caso di encefalite limbica in un paziente (0,3%) trattato con OPDIVO.

Altre reazioni avverse immuno-correlate

In base alla gravità della reazione avversa, sospendere o interrompere permanentemente il trattamento, somministrare corticosteroidi ad alto dosaggio e, se necessario, iniziare una terapia ormonale sostitutiva. Le seguenti reazioni avverse immuno-correlate clinicamente significative si sono verificate in <2% dei pazienti trattati con OPDIVO come unico agente: uveite, pancreatite, paralisi del nervo abducente, demielinizzazione, polimialgia reumatica, neuropatia autoimmune e sindrome da risposta infiammatoria sistemica. Nel corso degli studi clinici su OPDIVO somministrato come unico agente in dosaggi di 3 mg/kg e di 10 mg/kg si sono registrate ulteriori reazioni avverse immuno-correlate clinicamente significative: paralisi del nervo facciale, disfunzione motoria, vasculite e sindrome miastenica. In Checkmate 069 le seguenti ulteriori reazioni avverse si immuno-correlate si sono verificate nell’1% dei pazienti trattati con OPDIVO in combinazione con YERVOY: sindrome di Guillain-Barré e ipopituitarismo. Nel corso di studi clinici su OPDIVO in combinazione con YERVOY si sono registrate le seguenti ulteriori reazioni avverse clinicamente significative: uveite, sarcoidosi, duodenite, pancreatite e gastrite.

Reazioni all’infusione

Reazioni gravi all’infusione sono state riferite in <1% dei pazienti nel corso di studi clinici su OPDIVO come unico agente. Interrompere il trattamento con OPDIVO nei pazienti con reazioni all’infusione di grado 3 o 4. Sospendere o ridurre la velocità dell’infusione nei pazienti con reazioni di grado 1 o 2. In Checkmate 057 reazioni all’infusione di grado 2 si sono verificate nell’1% (3/287) dei pazienti trattati con OPDIVO. In Checkmate 025 reazioni di ipersensibilità/correlate all’infusione si sono verificate nel 6,2% (25/406) dei pazienti trattati con OPDIVO e nell’1,0% (4/397) dei pazienti trattati con everolimus. In Checkmate 069 reazioni all’infusione di grado 2 si sono verificate nel 3% (3/94) dei pazienti trattati con OPDIVO in combinazione con YERVOY.

Tossicità embriofetale

In base ai rispettivi meccanismi d’azione, OPDIVO e YERVOY possono provocare danni fetali se somministrati a donne in gravidanza, che vanno informate dei potenziali rischi per il feto. Consigliare l’uso di misure contraccettive efficaci alle donne in età fertile nel corso di un trattamento basato su OPDIVO o YERVOY e per almeno 5 mesi dopo l'ultima dose di OPDIVO.

Allattamento

Non è noto se OPDIVO o YERVOY siano escreti nel latte materno. Poiché molti medicinali, inclusi gli anticorpi, possono essere escreti nel latte umano, e a causa del potenziale rischio di gravi reazioni avverse per i neonati/lattanti derivanti da terapie basate su OPDIVO, consigliare alle madri di interrompere l’allattamento durante la terapia. Consigliare l’interruzione dell’allattamento nel corso del trattamento con YERVOY e nei 3 mesi successivi all’ultima dose.

Reazioni avverse gravi

In Checkmate 037 si sono verificate gravi reazioni avverse nel 41% dei pazienti trattati con OPDIVO. Reazioni avverse di grado 3 e 4 si sono verificate nel 42% dei pazienti trattati con OPDIVO. Le reazioni avverse al farmaco di grado 3 e 4 più frequentemente riportate dal 2% al <5% dei pazienti trattati con OPDIVO sono state: dolori addominali, iponatremia, aumento dell’aspartato transaminasi e aumento della lipasi. In Checkmate 057 si sono verificate gravi reazioni avverse nel 47% dei pazienti trattati con OPDIVO. Le reazioni avverse gravi più frequentemente riportate in ≥2% dei pazienti sono state: polmonite, embolia polmonare, dispnea, versamento pleurico e insufficienza respiratoria. In Checkmate 025 si sono verificate gravi reazioni avverse nel 47% dei pazienti trattati con OPDIVO. Le reazioni avverse gravi più frequentemente riportate in almeno il 2% dei pazienti sono state: compromissione renale grave, effusione pleurica, polmonite, diarrea e ipercalcemia. In Checkmate 069 si sono verificate gravi reazioni avverse nel 62% dei pazienti trattati con OPDIVO; gli eventi avversi gravi più frequenti rilevati con OPDIVO in combinazione con YERVOY, rispetto al solo YERVOY, sono state colite (17% vs 9%), diarrea (9% vs 7%), piressia (6% vs 7%) e polmonite (5% vs 0).

Reazioni avverse comuni

In Checkmate 037 la reazione avversa più comune (≥20%) riferita con OPDIVO è stata il rash (21%). In Checkmate 057 le reazioni avverse più comuni (≥20%) riferite con OPDIVO sono state affaticamento (49%), dolori muscolo-scheletrici (36%), tosse (30%), diminuzione dell’appetito (29%) e costipazione (23%). In Checkmate 025 le reazioni avverse più comuni (≥20%) riferite nei pazienti sottoposti a trattamento con OPDIVO vs everolimus sono state: astenia (56% vs 57%), tosse (34% vs 38%), nausea (28% vs 29%), rash (28% vs 36%), dispnea (27% vs 31%), diarrea (25% vs 32%), costipazione (23% vs 18%), diminuzione dell’appetito (23% vs 30%), dolore alla schiena (21% vs 16%) e artralgia (20% vs 14%). In Checkmate 069 le reazioni avverse più comuni (≥20%) riferite nei pazienti sottoposti a trattamento con OPDIVO in combinazione con YERVOY rispetto al solo YERVOY sono state: rash (67% vs 57%), prurito (37% vs 26%), cefalea (24% vs 20%), vomito (23% vs 15%) e colite (22% vs 11%).

In uno studio distinto di fase 3 su YERVOY 3 mg/kg, le reazioni avverse più comuni (≥5%) nei pazienti trattati con YERVOY 3 mg/kg sono state: affaticamento (41%), diarrea (32%), prurito (31%), rash (29%) e colite (8%).

Consultare le Informazioni posologiche complete per gli Stati Uniti per OPDIVO.

Informazioni sulla collaborazione tra Bristol-Myers Squibb e Ono Pharmaceutical

Nel 2011, tramite un accordo di collaborazione con Ono Pharmaceutical Co., Bristol-Myers Squibb ha ampliato i diritti territoriali detenuti per lo sviluppo e la commercializzazione di Opdivo a livello mondiale, tranne che in Giappone, Corea del Sud e Taiwan, paesi dove Ono manteneva tutti i diritti sul composto. Il 23 luglio 2014, Bristol-Myers Squibb e Ono Pharmaceutical hanno ulteriormente ampliato l’accordo di collaborazione strategica tra le due aziende per sviluppare e commercializzare congiuntamente più soluzioni immunoterapiche, sia come agenti unici che come regimi farmacologici combinati, destinate ai pazienti affetti da tumori in Giappone, Corea del Sud e Taiwan.

Informazioni su Bristol-Myers Squibb

Bristol-Myers Squibb è una società biofarmaceutica globale la cui missione è scoprire, sviluppare e fornire farmaci innovativi che aiutano i pazienti a prevalere su malattie gravi. Per ulteriori informazioni su Bristol-Myers Squibb visitare www.bms.com oppure seguire l’azienda su Twitter: http://twitter.com/bmsnews.

Dichiarazioni a carattere previsionale di Bristol-Myers Squibb

Questo comunicato stampa contiene "dichiarazioni a carattere previsionale" in base alla definizione nel Private Securities Litigation Reform Act del 1995 nell’ambito della ricerca, dello sviluppo e della commercializzazione di prodotti farmaceutici. Tali dichiarazioni a carattere previsionale si basano sulle aspettative attuali e implicano rischi e incertezze, compresi i fattori che potrebbero ritardare, deviare o modificare tali dichiarazioni, e provocare una differenza materiale tra gli esiti e i risultati effettivi rispetto alle aspettative correnti. Non viene fornita alcuna garanzia in merito alle dichiarazioni a carattere previsionale. Le dichiarazioni a carattere previsionale contenute in questo comunicato stampa vanno valutate congiuntamente alle molteplici incertezze che possono influenzare le attività di Bristol-Myers Squibb, in particolare quelle riportate nella discussione sui fattori cautelativi inclusa nella relazione annuale di Bristol-Myers Squibb sul modulo 10-K relativa all'esercizio terminato il 31 dicembre 2014 e riportata nel report trimestrale dell’azienda sul modulo 10-Q, oltre ai report correnti della società riportati sul modulo 8-K. Bristol-Myers Squibb non si assume alcun obbligo di aggiornare pubblicamente alcuna dichiarazione a carattere previsionale a seguito di nuove informazioni, eventi futuri o altro.

Il testo originale del presente annuncio, redatto nella lingua di partenza, è la versione ufficiale che fa fede. Le traduzioni sono offerte unicamente per comodità del lettore e devono rinviare al testo in lingua originale, che è l'unico giuridicamente valido.

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Release Summary

European Commission Approves Reconciliation of Indications for nivolumab Under the Opdivo® European Marketing Authorization Application

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